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Castel Wolfsthurn - Museo provinciale della caccia e della pesca
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Castel Wolfsthurn, presso il quale è allestito dal 1996 il museo provinciale della caccia e delle pesca, è una miniera di informazioni storiche e culturali sulla selvaggina, l’arte venatoria e la pesca.
La caccia e la pesca non vengono prese in considerazione solo dal punto di vista storico naturalistico, ma ancor più da quello storico culturale. Per questo motivo, oltre alle specie animali autoctone esposte in diorami, anche l'arte popolare trova ampio spazio nelle esposizioni. Gli oggetti usati per la caccia, quali corni per polvere da sparo, bisacce o posate da cacciatore, sono decorati con motivi venatori, come pure gli oggetti d'arte popolare, come ad es. tabacchiere, scatoline in legno, pipe o bicchieri. Oltre alla storia della caccia e della pesca in Alto Adige e ai diorami con i pesci presenti nelle acque altoatesine, la mostra è arricchita dalla raccolta "Rudolf Reichel", che comprende preziose canne da pesca, mulinelli e mosche artificiali.
Il 2° piano é dedicato al castello e alla sua storia: l'intero castello dovrebbe avere 365 finestre. In epoca barocca infatti si amava molto inserire dei riferimenti numerici - in questo caso i giorni dell'anno - nella progettazione architettonica. Le sale nobili del castello si sono conservate nel loro aspetto originale e consentono di farsi un'idea della vita della nobiltà nel XVIII e XIX secolo. Tutti i mobili, i dipinti, i ritratti di famiglia e le tappezzerie in questo ambito espositivo fanno parte dell' inventario originale del castello. L'itinerario conduce attraverso sale riccamente arredate: stucchi artistici in colori pastello sui soffitti, mobili di diverse epoche; la sala da ballo con la sua notevole altezza ed il lampadario di cristallo; il salone con la stufa rococò dipinta e i ritratti in stile Biedermeier; le due "sale da caccia" con arazzi dipinti che raccontano di nobili battute di caccia.
Ai bambini è offerto un percorso ludico-didattico in cui si incontrano gli animali e si impara a riconoscerne le caratteristiche. A chi appartiene quell’orma? Dove si rifugia l’orso in inverno? Il castello è collegato inoltre a Mareta attraverso il sentiero “Bosco e Acqua”, una passeggiata di 1 km, adatta forse a passeggini e carrozzelle ma troppo faticosa per le persone in sedia a ruote (pendenze superiori al 25% su fondo sconnesso), che costeggia una riserva di daini recintata.
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